Distanza di sicurezza

DISTANZA DI SICUREZZA E SPAZI DI ARRESTO

IL TEMPO DI REAZIONE

Il tempo di reazione è il periodo che intercorre tra il momento in cui il conducente percepisce una situazione di pericolo e quello in cui inizia ad agire per evitarla, per esempio azionando il freno.

In condizioni ideali, per un conducente attento e pronto, viene spesso considerato un tempo di reazione indicativo di circa un secondo.

Non si tratta però di un valore fisso. Il tempo di reazione può aumentare a causa di:

  • stanchezza;
  • sonnolenza;
  • distrazione;
  • utilizzo del cellulare;
  • assunzione di alcol, droghe o alcuni farmaci;
  • età e condizioni fisiche;
  • scarsa attenzione;
  • difficoltà nel riconoscere il pericolo;
  • condizioni di guida complesse o impreviste.

Durante il tempo di reazione il veicolo continua a muoversi alla velocità posseduta, perché la frenata non è ancora iniziata.

LO SPAZIO DI REAZIONE

Lo spazio di reazione è la distanza percorsa dal veicolo tra la percezione del pericolo e l’inizio effettivo della frenata.

Dipende principalmente:

  • dalla velocità del veicolo;
  • dalla durata del tempo di reazione del conducente.

Maggiore è la velocità, maggiore è la distanza percorsa prima ancora che i freni inizino ad agire.

COME SI CALCOLA LO SPAZIO PERCORSO IN UN SECONDO?

Per trasformare una velocità espressa in chilometri orari in metri al secondo si può utilizzare la formula:

Velocità in km/h ÷ 3,6

La stessa operazione può essere scritta:

Velocità × 1.000 ÷ 3.600

oppure:

Velocità × 10 ÷ 36

Per una valutazione approssimativa si può dividere la velocità per 10 e moltiplicare il risultato per 3:

Velocità ÷ 10 × 3

Questa formula semplificata produce un risultato leggermente inferiore o superiore a quello esatto, a seconda dell’arrotondamento utilizzato.

Esempio a 50 km/h

Calcolo più preciso:

50 ÷ 3,6 = circa 13,9 metri

Calcolo approssimativo:

50 ÷ 10 × 3 = 15 metri

Questo significa che, viaggiando a 50 km/h, durante un solo secondo il veicolo percorre circa 14 metri.

Se il conducente impiega due secondi per reagire, prima dell’inizio della frenata percorre circa 28 metri.

SPAZI PERCORSI IN UN SECONDO

Indicativamente, in un secondo si percorrono:

  • a 30 km/h: circa 8,3 metri;
  • a 50 km/h: circa 13,9 metri;
  • a 70 km/h: circa 19,4 metri;
  • a 90 km/h: circa 25 metri;
  • a 100 km/h: circa 27,8 metri;
  • a 110 km/h: circa 30,6 metri;
  • a 130 km/h: circa 36,1 metri;
  • a 150 km/h: circa 41,7 metri.

Questi valori rappresentano lo spazio percorso in un secondo, non una distanza di sicurezza automaticamente valida in ogni situazione.

LO SPAZIO DI FRENATA

Lo spazio di frenata è la distanza percorsa dal momento in cui i freni iniziano ad agire fino all’arresto completo del veicolo.

Non comprende lo spazio percorso durante il tempo di reazione.

Lo spazio di frenata aumenta rapidamente con la velocità. In condizioni teoriche uguali:

  • se la velocità raddoppia, lo spazio di frenata diventa circa quattro volte maggiore;
  • se la velocità triplica, diventa circa nove volte maggiore;
  • se la velocità quadruplica, diventa circa sedici volte maggiore.

Questo avviene perché lo spazio di frenata cresce approssimativamente con il quadrato della velocità.

Raddoppiare la velocità non significa quindi avere bisogno del doppio dello spazio per fermarsi, ma di uno spazio molto maggiore.

DA COSA DIPENDE LO SPAZIO DI FRENATA?

Lo spazio di frenata dipende:

  • dalla velocità iniziale;
  • dall’aderenza tra pneumatici e strada;
  • dalle condizioni della carreggiata;
  • dall’efficienza dell’impianto frenante;
  • dallo stato e dalla pressione degli pneumatici;
  • dal tipo di pneumatici utilizzati;
  • dalla pendenza della strada;
  • dalla massa e dalla distribuzione del carico;
  • dall’efficienza delle sospensioni;
  • dalle caratteristiche tecniche del veicolo.

Lo spazio di frenata aumenta:

  • sull’asfalto bagnato;
  • in presenza di neve o ghiaccio;
  • su fango, ghiaia, olio o foglie bagnate;
  • quando gli pneumatici sono usurati o non adeguati;
  • quando i freni non sono efficienti;
  • in discesa;
  • quando il veicolo è sovraccarico o il carico è distribuito male.

Generalmente diminuisce su una strada asciutta e con buona aderenza oppure su un tratto in salita.

RUOTE BLOCCATE E ABS

Il bloccaggio delle ruote può determinare la perdita di aderenza e della capacità di controllare la direzione del veicolo.

Il sistema ABS riduce il rischio di bloccaggio delle ruote durante una frenata intensa e permette generalmente al conducente di conservare una maggiore possibilità di direzionare il veicolo.

L’ABS, però, non annulla le leggi della fisica e non garantisce sempre uno spazio di frenata più corto su qualsiasi superficie. La velocità eccessiva, il ghiaccio o pneumatici inefficienti rimangono estremamente pericolosi.

I RIFLESSI INFLUENZANO LO SPAZIO DI FRENATA?

I riflessi del conducente non modificano direttamente lo spazio percorso dal veicolo dopo che i freni hanno iniziato ad agire.

Influenzano invece:

  • il tempo di reazione;
  • lo spazio di reazione;
  • il momento nel quale comincia la frenata;
  • lo spazio totale necessario per evitare l’ostacolo.

Una reazione lenta non allunga tecnicamente la fase di frenata, ma fa iniziare la frenata più tardi.

LO SPAZIO TOTALE DI ARRESTO

Lo spazio totale di arresto è la distanza complessiva percorsa dal momento in cui il conducente percepisce il pericolo fino all’arresto completo del veicolo.

È dato dalla somma di:

spazio di reazione + spazio di frenata

Lo spazio totale di arresto aumenta:

  • all’aumentare della velocità;
  • se il conducente è distratto o stanco;
  • se il tempo di reazione è maggiore;
  • quando l’aderenza è ridotta;
  • quando gli pneumatici sono usurati;
  • quando la strada è bagnata, innevata, ghiacciata o sporca;
  • in discesa;
  • quando i freni sono inefficienti;
  • quando il veicolo è pesante o caricato in modo non corretto.

A velocità elevate aumenta sia lo spazio percorso prima di frenare sia, in misura ancora maggiore, lo spazio necessario alla frenata.

LA DISTANZA DI SICUREZZA

La distanza di sicurezza è la distanza che il conducente deve mantenere dal veicolo che lo precede per potersi arrestare tempestivamente ed evitare una collisione in caso di improvviso rallentamento o arresto.

L’articolo 149 del Codice della strada non stabilisce una distanza generale uguale per tutti, espressa in metri.

La distanza deve essere adeguata alla situazione concreta e tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del veicolo.

LA DISTANZA DI SICUREZZA NON È UN VALORE FISSO

La distanza deve essere valutata considerando:

  • la velocità del proprio veicolo;
  • la velocità e il comportamento del veicolo che precede;
  • il proprio tempo di reazione;
  • le condizioni psicofisiche del conducente;
  • l’attenzione e la concentrazione;
  • le condizioni del traffico;
  • la visibilità;
  • la pendenza della strada;
  • le condizioni atmosferiche;
  • lo stato della carreggiata;
  • l’efficienza dei freni;
  • lo stato e l’aderenza degli pneumatici;
  • il tipo e la massa del veicolo guidato;
  • il carico trasportato;
  • la capacità di frenata del veicolo che precede;
  • la possibilità di prevedere il comportamento degli altri utenti.

Anche le dimensioni del veicolo che precede possono incidere indirettamente sulla sicurezza, perché un mezzo molto grande può ridurre la visuale della strada e nascondere ostacoli, semafori o rallentamenti.

Non è quindi corretto affermare in modo assoluto che le caratteristiche del veicolo precedente siano sempre irrilevanti.

DISTANZA DI SICUREZZA E SPAZIO DI REAZIONE SONO LA STESSA COSA?

No.

In condizioni ideali, quando due veicoli simili procedono alla stessa velocità e possiedono capacità di frenata confrontabili, lo spazio di reazione può costituire un riferimento teorico minimo.

Nella guida reale, però, non è possibile sapere con certezza:

  • quanto rapidamente frenerà il veicolo davanti;
  • se i due veicoli hanno la stessa capacità di frenata;
  • se il conducente reagirà davvero in un secondo;
  • se l’aderenza sarà uguale per entrambi;
  • se il veicolo precedente urterà improvvisamente un ostacolo e si fermerà quasi istantaneamente.

Per questo la distanza effettiva deve comprendere un margine di sicurezza.

I valori di 9 metri a 30 km/h, 14 metri a 50 km/h o 28 metri a 100 km/h rappresentano soltanto lo spazio percorso in circa un secondo: non devono essere presentati come distanze sempre sufficienti o come valori minimi fissati dalla legge.

LA REGOLA DEI DUE SECONDI

Un metodo pratico per valutare la distanza consiste nell’utilizzare la regola dei due secondi.

Si sceglie un punto fisso lungo la strada, come un cartello o un albero. Quando il veicolo che precede supera quel punto, si contano almeno due secondi. Se il proprio veicolo raggiunge il punto prima di avere completato il conteggio, la distanza è insufficiente.

La regola dei due secondi è un criterio prudenziale e non una distanza legale fissa.

Il tempo deve essere aumentato:

  • in caso di pioggia;
  • con neve o ghiaccio;
  • in presenza di nebbia;
  • durante la notte;
  • quando il conducente è stanco;
  • alla guida di un veicolo pesante;
  • in discesa;
  • quando la visibilità è ridotta;
  • quando il veicolo che precede limita la visuale.

In condizioni difficili possono essere necessari tre, quattro o più secondi.

QUANDO BISOGNA AUMENTARE LA DISTANZA?

La distanza deve essere aumentata:

  • quando si procede in colonna;
  • quando il traffico è irregolare;
  • quando il veicolo davanti compie frequenti frenate;
  • quando è difficile prevedere il comportamento del conducente che precede;
  • quando la strada è bagnata, ghiacciata o innevata;
  • durante le forti discese;
  • quando si guida un veicolo pesante;
  • quando il proprio veicolo è carico;
  • quando si segue un motociclo o un ciclomotore;
  • quando si segue un mezzo che limita la visuale;
  • quando il veicolo precedente trasporta un carico sporgente o apparentemente instabile;
  • in prossimità di incroci, attraversamenti pedonali o altri possibili punti di rallentamento;
  • quando la visibilità è insufficiente.

La distanza deve essere mantenuta anche:

  • a bassa velocità;
  • prima di iniziare un sorpasso;
  • nel traffico urbano;
  • in autostrada;
  • all’interno delle gallerie;
  • quando si percorrono strade extraurbane.

Non esiste una regola che consenta di ridurla automaticamente in autostrada, in galleria o quando il veicolo che precede è un autocarro.

DISTANZA DALLE MACCHINE SGOMBRANEVE

Quando si segue una macchina sgombraneve o una macchina spargitrice di sale in funzione, deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 20 metri.

Il conducente deve inoltre adottare la massima prudenza durante un eventuale sorpasso.

La distanza è necessaria perché questi mezzi possono:

  • sollevare neve o materiali;
  • spargere sale o pietrisco;
  • ridurre la visibilità;
  • compiere spostamenti laterali;
  • occupare una parte considerevole della carreggiata.

DISTANZA TRA VEICOLI PESANTI

Fuori dai centri abitati, sulle strade con una sola corsia per senso di marcia, quando per determinati veicoli è stabilito il divieto di sorpasso, i veicoli adibiti al trasporto di cose con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate devono mantenere tra loro una distanza di almeno 100 metri.

Questa disposizione:

  • riguarda specificamente i veicoli per trasporto di cose sopra 3,5 tonnellate;
  • si applica fuori dai centri abitati;
  • opera sulle strade con una sola corsia per senso di marcia;
  • presuppone che sia stato imposto il divieto di sorpasso;
  • non si applica nei tratti con due o più corsie per senso di marcia.

Non esiste invece un obbligo generale di mantenere sempre 100 metri:

  • in caso di forte pioggia;
  • su ogni strada extraurbana;
  • in autostrada;
  • in galleria;
  • tra qualsiasi tipo di veicolo.

In queste situazioni la distanza deve comunque essere aumentata quanto necessario per garantire la sicurezza.

DISTANZA DI VISIBILITÀ E DISTANZA DI SICUREZZA

La distanza di sicurezza non deve essere confusa con la distanza di visibilità.

La distanza di visibilità è lo spazio di strada che il conducente riesce effettivamente a vedere davanti a sé.

La velocità deve essere regolata in modo che il conducente possa arrestare il veicolo entro lo spazio visibile e davanti a un ostacolo prevedibile.

La distanza dal veicolo che precede non deve necessariamente essere uguale all’intera distanza di visibilità, ma deve essere sufficiente a evitare la collisione in caso di rallentamento improvviso.

IL CONDUCENTE DEVE CONTROLLARE LA DISTANZA DEL VEICOLO CHE SEGUE?

Ogni conducente è direttamente responsabile della distanza mantenuta dal veicolo che lo precede.

Non è possibile controllare la distanza scelta dal conducente che segue. È però prudente:

  • controllare periodicamente gli specchietti;
  • evitare frenate improvvise non necessarie;
  • segnalare per tempo le proprie manovre;
  • aumentare progressivamente la distanza dal veicolo davanti se si viene seguiti troppo da vicino;
  • facilitare, quando possibile e sicuro, il sorpasso del veicolo che segue.

Essere seguiti troppo da vicino non autorizza ad accelerare oltre i limiti né a frenare intenzionalmente per intimorire l’altro conducente.

DISTRAZIONE DEL CONDUCENTE

Anche una distrazione di pochi secondi può aumentare enormemente lo spazio necessario per evitare un incidente.

La distrazione può essere provocata da:

  • utilizzo del cellulare;
  • lettura di messaggi o notifiche;
  • impostazione del navigatore;
  • ricerca dei comandi della radio;
  • regolazione di altri dispositivi;
  • accensione di una sigaretta;
  • ricerca di oggetti nell’abitacolo;
  • conversazioni particolarmente coinvolgenti;
  • attenzione rivolta ai passeggeri;
  • consumo di cibi o bevande durante la guida.

A 50 km/h, una distrazione di tre secondi significa percorrere circa 42 metri senza prestare piena attenzione alla strada.

A 130 km/h, negli stessi tre secondi, si percorrono oltre 108 metri.

LA REGOLA DECISIVA

La distanza di sicurezza non serve a lasciare semplicemente “un po’ di spazio” davanti al veicolo.

Serve a conservare il tempo necessario per:

  1. accorgersi del pericolo;
  2. comprenderlo;
  3. decidere come reagire;
  4. iniziare la frenata;
  5. arrestare o deviare il veicolo senza provocare una collisione.

 

Se non riesci a contare almeno due secondi dal veicolo che precede, probabilmente sei già troppo vicino.