Alcol alla guida

ALCOL ALLA GUIDA: QUALI SONO I RISCHI DELLO STATO DI EBBREZZA?

Guidare dopo aver bevuto può mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri. Per la maggior parte dei conducenti il limite massimo di tasso alcolemico è di 0,5 grammi per litro (g/l), mentre per alcune categorie deve essere pari a zero.

Può capitare, durante una serata con gli amici, una festa o una cena, che ci venga offerto qualcosa da bere. Ma se sappiamo di doverci mettere alla guida, la scelta più sicura è una sola: non bere alcolici.

L’alcol può alterare le capacità di guida anche prima che una persona si senta realmente “ubriaca”: può rallentare i riflessi, ridurre l’attenzione e portare a valutare male distanze, velocità e situazioni di pericolo.

Il Codice della strada stabilisce, per la generalità dei conducenti, un limite massimo di tasso alcolemico pari a 0,5 g/l. Superata questa soglia scattano sanzioni progressivamente più severe all’aumentare del tasso rilevato.

Esistono però alcune categorie per le quali vale la regola dell’alcol zero, tra cui i conducenti con meno di 21 anni, chi ha conseguito la patente B da meno di tre anni e determinate categorie di conducenti professionali.

L’EFFETTO DELL’ALCOL SUL NOSTRO CORPO

Perché alcol e guida rappresentano una combinazione così pericolosa?

L’alcol agisce sul sistema nervoso centrale e può compromettere proprio alcune delle capacità indispensabili per guidare in sicurezza. Può ridurre l’attenzione e la concentrazione, rallentare i tempi di reazione, alterare la coordinazione dei movimenti e rendere più difficile valutare correttamente distanze e velocità.

Può inoltre restringere il campo visivo e ridurre la capacità di adattarsi alle condizioni di scarsa illuminazione.

C’è poi un altro effetto particolarmente insidioso: l’alcol può alterare la capacità di giudizio e generare un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità, portando il conducente a sottovalutare i pericoli o ad assumere comportamenti che normalmente eviterebbe.

Già a basse concentrazioni possono comparire alterazioni dell’attenzione e dei tempi di reazione. Con l’aumento del tasso alcolemico, gli effetti possono diventare progressivamente più importanti: difficoltà di coordinazione, riduzione delle capacità cognitive, confusione e disorientamento.

A concentrazioni molto elevate possono verificarsi conseguenze estremamente gravi, come perdita di coscienza, difficoltà respiratorie e, nei casi più estremi, coma e morte.

È importante ricordare che gli effetti dell’alcol non sono identici per tutti. Possono variare in funzione di numerosi fattori, tra cui peso, sesso, età, condizioni fisiche, alimentazione, quantità di alcol ingerita e velocità con cui viene assunto.

Per questo motivo, il proprio stato di apparente lucidità non deve mai essere considerato una prova della capacità di guidare in sicurezza.

ALCOL ALLA GUIDA: I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

Per verificare l’eventuale presenza di alcol, gli organi di polizia stradale possono effettuare specifici accertamenti.

Uno degli strumenti utilizzati è l’etilometro, che misura la concentrazione di alcol nell’aria alveolare espirata e permette di determinare il tasso alcolemico.

L’accertamento effettuato mediante etilometro prevede almeno due misurazioni concordanti, eseguite a distanza di cinque minuti l’una dall’altra.

In determinate circostanze possono essere effettuati anche accertamenti presso strutture sanitarie, in particolare quando il conducente è rimasto coinvolto in un incidente ed è sottoposto a cure mediche.

Rifiutarsi senza giustificato motivo di sottoporsi agli accertamenti previsti dalla legge non permette di evitare le conseguenze: il rifiuto costituisce reato ed è punito con le sanzioni previste per la fascia più grave della guida in stato di ebbrezza.

Sono previsti:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 mesi a 1 anno;
  • sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni;
  • confisca del veicolo, se appartenente al conducente, secondo le condizioni previste dalla legge;
  • decurtazione di 10 punti dalla patente.

In caso di recidiva nel biennio è prevista la revoca della patente.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: QUALI SONO LE SANZIONI?

Le conseguenze dipendono dal tasso alcolemico accertato.

Tasso superiore a 0,5 e fino a 0,8 g/l

È prevista una sanzione amministrativa da 543 a 2.170 euro, oltre alla sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

La violazione comporta inoltre la decurtazione di 10 punti dalla patente.

Tasso superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l

La violazione costituisce reato. Sono previsti:

  • ammenda da 800 a 3.200 euro;
  • arresto fino a 6 mesi;
  • sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno;
  • decurtazione di 10 punti.

Tasso superiore a 1,5 g/l

Le conseguenze diventano ancora più severe:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 mesi a 1 anno;
  • sospensione della patente da 1 a 2 anni;
  • decurtazione di 10 punti.

La sospensione della patente è raddoppiata quando il veicolo appartiene a una persona estranea al reato.

È inoltre prevista la confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.

La patente viene revocata in caso di recidiva nel biennio e nelle altre ipotesi espressamente previste dalla legge.

Le sanzioni pecuniarie aumentano quando il reato è commesso tra le ore 22:00 e le ore 7:00.

LA NOVITÀ DELL’ALCOLOCK

La riforma del Codice della strada ha introdotto limitazioni più severe per chi viene condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.

Sulla patente vengono apposti due codici unionali:

  • codice 68 – “Niente alcol”: vieta al conducente di guidare dopo aver assunto bevande alcoliche;
  • codice 69 – “Limitata alla guida di veicoli dotati di alcolock”: permette di guidare soltanto veicoli sui quali è installato l’apposito dispositivo.

Queste prescrizioni rimangono sulla patente per almeno:

  • 2 anni, in caso di condanna per un tasso superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l;
  • 3 anni, in caso di condanna per un tasso superiore a 1,5 g/l.

Il giudice può stabilire una durata maggiore.

L’alcolock è un dispositivo che impedisce l’avviamento del motore se rileva alcol nell’aria espirata dal conducente.

Prima di mettere in moto il veicolo, il conducente deve quindi soffiare nell’apparecchio. Se viene rilevata una concentrazione di alcol superiore a zero, il sistema impedisce l’avviamento.

Non si tratta, dunque, di un apparecchio che consente di guidare fino al limite ordinario di 0,5 g/l: per i conducenti soggetti a questa prescrizione vale il principio dell’alcol zero.

Guidare violando queste limitazioni comporta un aumento delle sanzioni. Le conseguenze diventano ancora più severe se il dispositivo è alterato, manomesso o non funzionante.

COSA SUCCEDE SE SI PROVOCA UN INCIDENTE?

Le conseguenze diventano ancora più pesanti quando chi guida in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale.

In questo caso, le sanzioni previste dall’articolo 186 del Codice della strada sono raddoppiate.

È inoltre disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che il mezzo appartenga a una persona estranea all’illecito.

Se al conducente che ha provocato l’incidente viene accertato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, è prevista la revoca della patente, fatte salve le ulteriori conseguenze previste dalla legge.

Se nell’incidente qualcuno rimane ferito o perde la vita, possono configurarsi i reati di lesioni personali stradali o di omicidio stradale.

LESIONI STRADALI: QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

Quando la violazione delle norme sulla circolazione provoca lesioni gravi o gravissime a una persona, può configurarsi il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime.

Nella fattispecie base, la legge prevede:

  • per le lesioni gravi, la reclusione da 3 mesi a 1 anno;
  • per le lesioni gravissime, la reclusione da 1 a 3 anni.

Le pene aumentano se il conducente si trova in stato di ebbrezza.

Tasso superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l

Per la generalità dei conducenti sono previste:

  • reclusione da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi;
  • reclusione da 2 a 4 anni per lesioni gravissime.

Tasso superiore a 1,5 g/l

Sono previste:

  • reclusione da 3 a 5 anni per lesioni gravi;
  • reclusione da 4 a 7 anni per lesioni gravissime.

Queste pene più elevate si applicano anche a determinate categorie di conducenti professionali indicate dalla legge quando presentano un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.

Le pene possono aumentare ulteriormente in presenza di altre aggravanti, quando vengono ferite più persone o quando il conducente si dà alla fuga.

Un comportamento che può sembrare una leggerezza può quindi cambiare radicalmente la vita della vittima, della sua famiglia e dello stesso responsabile.

OMICIDIO STRADALE: QUANDO UN ERRORE DIVENTA IRREVERSIBILE

La conseguenza più drammatica si verifica quando un comportamento pericoloso alla guida provoca la morte di una persona.

Il nostro ordinamento prevede il reato di omicidio stradale.

Nella fattispecie base, chi provoca per colpa la morte di una persona violando le norme sulla circolazione stradale è punito con la reclusione da 2 a 7 anni.

Le pene diventano più severe quando l’incidente mortale è provocato da un conducente in stato di ebbrezza.

Tasso superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l

Per la generalità dei conducenti è prevista la reclusione da 5 a 10 anni.

Tasso superiore a 1,5 g/l

È prevista la reclusione da 8 a 12 anni.

La pena da 8 a 12 anni si applica anche a determinate categorie di conducenti professionali indicate dalla legge quando presentano un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.

Le conseguenze possono aggravarsi ulteriormente quando muoiono o rimangono ferite più persone oppure quando il conducente si dà alla fuga.

Dietro questi numeri non bisogna dimenticare l’aspetto più importante: un incidente mortale non è una statistica. Significa una vita che non torna più e famiglie la cui esistenza può cambiare per sempre.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA E ASSICURAZIONE

Guidare in stato di ebbrezza può avere conseguenze economiche molto pesanti anche sul piano assicurativo.

È però importante chiarire un punto: la RC Auto tutela i terzi danneggiati. La compagnia assicurativa deve quindi risarcire chi ha diritto al risarcimento anche quando il responsabile guidava in stato di ebbrezza.

Questo non significa che il conducente responsabile sia protetto da ogni conseguenza economica.

Quando ricorrono le condizioni previste dalla legge e dal contratto assicurativo, dopo aver risarcito il danneggiato la compagnia può esercitare il proprio diritto di rivalsa, chiedendo al responsabile la restituzione totale o parziale delle somme versate.

L’esistenza e l’eventuale limite della rivalsa dipendono dalle condizioni della polizza sottoscritta.

Le conseguenze economiche di un incidente provocato dopo aver bevuto possono quindi essere enormi.

ALCOL ALLA GUIDA: CHI DEVE AVERE TASSO ZERO?

Il limite di 0,5 g/l non vale per tutti.

L’articolo 186-bis del Codice della strada vieta di guidare dopo aver assunto bevande alcoliche:

  • ai conducenti di età inferiore a 21 anni;
  • a chi ha conseguito la patente B da meno di 3 anni;
  • ai conducenti che esercitano professionalmente attività di trasporto di persone;
  • ai conducenti che esercitano professionalmente attività di trasporto di cose;
  • ai conducenti di autoveicoli con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate;
  • ai conducenti di autoveicoli che trainano un rimorchio quando la massa complessiva dei due veicoli supera 3,5 tonnellate;
  • ai conducenti di autobus e di altri veicoli destinati al trasporto di più di otto persone, escluso il conducente;
  • ai conducenti di autoarticolati e autosnodati.

Per queste categorie il principio è semplice: alla guida, alcol zero.

Anche un tasso superiore a zero ma non oltre 0,5 g/l comporta una sanzione amministrativa. Se queste categorie superano 0,5 g/l, le sanzioni previste per la generalità dei conducenti vengono aumentate secondo quanto stabilito dalla legge.

QUANTO SI PUÒ BERE PRIMA DI GUIDARE?

È una domanda alla quale non esiste una risposta valida per tutti.

Il tasso alcolemico dipende da numerosi fattori: quantità e tipo di bevanda, velocità con cui si beve, peso corporeo, sesso, età, alimentazione, metabolismo, farmaci assunti e condizioni individuali.

Due persone che bevono la stessa quantità di alcol possono quindi raggiungere tassi alcolemici differenti.

Anche le tabelle indicative non possono stabilire con certezza il tasso che sarà rilevato e non devono essere utilizzate per decidere se mettersi alla guida.

C’è soprattutto un errore da evitare: considerare 0,5 g/l come un obiettivo da raggiungere senza superarlo.

Il limite previsto dalla legge non rappresenta una quantità di alcol “sicura” da assumere prima di guidare. Anche a concentrazioni inferiori possono verificarsi alterazioni dell’attenzione, della percezione e dei tempi di reazione.

Né il caffè, né una doccia fredda, né una passeggiata permettono di eliminare rapidamente l’alcol presente nell’organismo: è necessario attendere che venga metabolizzato naturalmente.

ALCOL E GUIDA: LA SCELTA PIÙ SICURA

Quando sappiamo che dovremo guidare, la scelta più semplice è anche quella che elimina il rischio:

SE BEVI, NON GUIDARE.

Organizzarsi prima è possibile: scegliere un guidatore che non beve, utilizzare i mezzi pubblici, chiamare un taxi o un servizio di trasporto oppure lasciare l’auto e recuperarla quando si è certamente sobri.

Non si tratta soltanto di evitare una multa o di non perdere la patente.

Sulla strada, una scelta fatta in pochi secondi può avere conseguenze che durano tutta la vita.

La vera sicurezza non consiste nel chiedersi:

“Quanto posso bere senza superare il limite?”

La domanda corretta è:

“Se devo guidare, perché dovrei correre il rischio?”

 

Fonti normative principali: Legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024, articoli 186 e 186-bis del Codice della strada e articoli 589-bis e 590-bis del Codice penale.